Paola Castagna è nata a Mantova nel 1969.
E’ presente in vari siti (come poeta del mese,nel sito Comitato internazionale 8 marzo, donnemondo.it) e nell’antologia Verbamarket 4 (vetrina di giovani scrittori Mantovani).
Nel 2003 pubblica un cd (Orme in ombra) di poesie e musica dove, con un attore e un musicista,
interpreta le sue poesie. Ha collaborato per la pubblicazione della rivista letteraria «LACIO DROM, buona strada».
Nel 2005 pubblica con Fara "Figli" e la silloge “Erateide… ne vorrei fare un giardino” in FaraPoesia.
Nel 2006 compare sull’ Agenda “Il segreto delle fragole 2006" per LietoColle editore.
Sempre nel 2006 pubblica “Scriverti addosso” per “I Manifesti” della Coen Tanugi Editore (Milano).
Nel 2007 sempre per Fara editore compare nell’antologia "Specchio poetico" con la silloge ” Lettera”.
Sempre nel 2007 per Giulio Perrone editore compare nell ‘antologia ” Di quel fuoco versi erotici”.
Presente come critica d'arte nei cataloghi " Miracoli" e "Ciao favole, ciao natura" ( 2008 ) dell'artista, Gian Ruggero Manzoni.
Si occupa dell’allestimento di mostre, selezionando i vari artisti e curandone le presentazioni.
Blog :
http://gianruggeromanzoni.wordpress.com/
Di seguito inediti dalla raccolta in fase di lavoro, "Il perdono della foglia di neve".
E’ presente in vari siti (come poeta del mese,nel sito Comitato internazionale 8 marzo, donnemondo.it) e nell’antologia Verbamarket 4 (vetrina di giovani scrittori Mantovani).
Nel 2003 pubblica un cd (Orme in ombra) di poesie e musica dove, con un attore e un musicista,
Nel 2005 pubblica con Fara "Figli" e la silloge “Erateide… ne vorrei fare un giardino” in FaraPoesia.
Nel 2006 compare sull’ Agenda “Il segreto delle fragole 2006" per LietoColle editore.
Sempre nel 2006 pubblica “Scriverti addosso” per “I Manifesti” della Coen Tanugi Editore (Milano).
Nel 2007 sempre per Fara editore compare nell’antologia "Specchio poetico" con la silloge ” Lettera”.
Sempre nel 2007 per Giulio Perrone editore compare nell ‘antologia ” Di quel fuoco versi erotici”.
Presente come critica d'arte nei cataloghi " Miracoli" e "Ciao favole, ciao natura" ( 2008 ) dell'artista, Gian Ruggero Manzoni.
Si occupa dell’allestimento di mostre, selezionando i vari artisti e curandone le presentazioni.
Blog :
http://gianruggeromanzoni.wordpress.com/
Di seguito inediti dalla raccolta in fase di lavoro, "Il perdono della foglia di neve".
Si aggira tra le stanze del monastero.
Cerca carne per saziare lo stomaco voltato.
Dategli una sciarpa
rossa del sangue dei suoi avi
lui deve strangolare un pontefice.
Per i sacri misteri
diventa blasfema la parola
dei ladri maledetti
quando saccheggiano le dimore degli stolti.
L’odore acre
e mosche che si cibano del marcio
mentre un lume si aggira
furtivo e scaltro.
Non trova altezza degna.
Annusa sicuro,
monaco novizio che incurante fischietta
un requiem arcaico, che non ultima.
Braccato e preso
lascia rivoli di sangue
lungo le scale.
La luce si spegne
la candela gocciola cera di speranza
buio pesto
come un flagello divino.
Corre, scivola, inciampa
occhi sbarrati
ci abbandona maligno.
La resa, è fortuita coincidenza
dal monastero l’ombra
prende possesso, lambisce i fianchi
quando la bestia chiama
e la voce trova ristoro
mentre sveglio i sensi
e ti racconto un sogno.
Esasperato sacello
la pietra che custodisce
le ossa dell’eremita.
Fu l’acqua a levigarla
dando sembianza a quel digiuno di secoli.
La cavità viene risucchiata dall’adipe.
Non posso più contare le particelle
che delimitano la zona della preghiera.
Non resta che ficcare nella crepa
il piede di porco, e fare leva.
Squarciato ogni contatto umano
in chi solo restò
e in chi
va con altri
non curandosi
della luce che miete.
Si sgretola la vanità.
Il profanatore ha già un sepolcro,
quello che gli divora il petto.
I mercati attendono le reliquie
ma il sacro non dà più strumenti.
L’acqua ancora leviga
e trasforma la consistenza in un fluire.
Catturato dai gregari del bargello
non può che urlare: “ io ho cercato!”
mentre la forca lo contiene.
E quella del boia trova la salvezza.
Le mani sudate raccolgono
ciò che persiste e rimane.
Inalterato il pensiero
non trova delirio
nel danno arrecato
punito e temuto.
Osso femorale
sostiene
mentre l’apnea genera il riflusso.
Esecuzione formale
devia il pulsare di un sangue secco
che resta addosso.
Questo logorio nomade porta
tra le stanze sature.
L’oppio è sostanza effimera.
La vendemmia offre la magia,
quella che nella notte fonda
il sapere offende.
Spalancate le gesta
seguaci fedeli.
Per trasgressione ultima
i morti viventi esultano.
La mannaia ha scorticato il tronco.
Piange la betulla violentata dal metallo.
I boscaioli affastellano i rami circoncisi…
danno fuoco, urinano
sulle braci del vento.
Odore di uccisioni
giustificate dal mestiere.
Si screpola la mano calva
poi la pelle si rovescia
e resta ciò che la vergogna nasconde.
Di solito il pioppo
non resta immune e distaccato,
anche lui vive del simile
lo sfregio coronato dai ceppi.
Chi è esecutore
non può concedere indugio,
egli va per decisione
verso la polpa del legno.
Sfregola il piscio sulla fiamma,
c’è chi anche versa il seme,
rito primigenio per assicurarsi
il perdono della foglia di neve.
Ora si colpisce anche la radice
che lo strazio abbia compimento.
Novembre cancellerà le tracce
e ogni tronco andrà disperso
nella viscida e fangosa corrente.
Urina e sperma
per arrotare quello
che ci rende specie.


1 comments:
complimenti, bellissimo blog (vado subito a votarti su Blogger's Choice Award...). ti spiace se ti linko?
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