Diapason (Angela Acheri)

DIAPASON


I

Lo strumento incongruente,
dice il vero o il falso.
Chi lo sa?
Il suo dolore
appartiene al negromante ( Quando fu ferito ?)


II

“Ti verrò a prendere”
mi hai detto.
“Sarò la tua Nemesi.
Ti vendicherò.
I tuoi nemici saranno puniti.”
Che ne sarà di Federico e delle sue Mummie?
Alistair ci ha marcati a vista ( ci tiene stretti ormai).
Non abbiamo scampo.


III

La misura indefinita non è definitiva.
La regola va distrutta e ricomposta.
La regola meretrice ti saluta dal Bestiario.
La regola è amorale ( legge solo Fabliaux).
L’età dell’Oro non è che uno scherzo da Vaudeville,
un gineceo di Fanciulle senza livore né introspezioni femminili.
Ho vinto sette scatole alla pesca della fortuna ( perché il pupazzo resta nascosto?)
Dell’Escatologia nemmeno l’ombra.

SHADENFREUDE
( Nemesi , quando verrai a Vendicarci?)



I

La palpebra di Pollicino si è chiusa.
Ho cenato ad una tavola di marionette senza testa.

II

Le idee vengono e si dissolvono,come se non fossero nate.

Schadenfreude.

Apro e chiudo finestre.
Il nemico è vinto. Mi hai detto.
Avevi appeso al muro le teste che detesto.
Ma erano solo manichini.
Volevi solo calmare la mia rabbia di piccola Fiammiferaia.

Avrei forse dovuto crederti?
Ti sistemavi la cravatta.

Attraversavo il corridoio sbagliato e non sapevo quale porta aprire.
“Il Nemico è vinto.” mi dicevi.
Come avrei potuto crederti?
( la tua immagine non si rifletteva nello specchio ).
Portavi l’alano a passeggiare ma era mio il turno.
Stringevi tra le braccia la volpe che Io avevo trovato nel bosco.
Non volevi che mi perdessi nella stanza e nei miei libri di Fiabe.
Ma ero già perduta.
Recitavo Schadenfreude ogni giorno.


III


VENDETTA GIUSTIZIA NEMESI


SCHADENFREUDE




Angela Ascheri

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