Sharkman 1


Il primo numero di Sharkman si rivela interessante e disturbante. Ronald Shusset avrà le idee chiare, però o cerca di tenere il lettore col fiato sospeso oppure non aveva molto da raccontare. In un universo futuribile compare l'antropomorfo Sharkman, il quale sembra essere un pirata spaziale. Sullo sfondo della storia troviamo manager di alto livello. Una telefoata li collega. Come? Non si capisce.
Steve Purgh rivela un tratto realistico, poco comune nei fumetti americani. Lo storyboard è qualcosa d'incredibile, da andare in orgasmo solo a vedere le tavole. L'uso del colore appare eccessivo e disturbante: tinte eccessivamente forti e pensati involgariscono il suo disegno.

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